Skip to content

CHAOTICSOUL.US

Chaoticsoul.us

SCARICA SABINA GUZZANTI


    Contents
  1. Al cinema Roma di Barga “La trattativa” di Sabina Guzzanti e l’incontro dibattito con la regista
  2. Sabina Guzzanti: Io faccio spettacolo
  3. Film di Sabina Guzzanti in DVD film
  4. Draquila - Sentieri Del Cinema

Guzzanti. Tutte le frasi celebri di Guzzanti, regista, attrice ed imitatrice comica italiana. Scarica tutte le frasi di Sabina Guzzanti in PDF. Download PDF. Sabina Guzzanti (Roma, 25 luglio ) è un'attrice, comica, imitatrice, regista e blogger Crea un libro · Scarica come PDF · Versione stampabile. Sabina Guzzanti (born 25 July ) is an Italian satirist, actress, writer and producer whose Print/export. Create a book · Download as PDF · Printable version. Ma, anziché difendere Santoro e spiegare che la Rai era d'accordo, l'Annunziata lo scarica: «Michele – dice – mi ha presa in giro, non facendomi capire di che. Il sito web ufficiale di Sabina Guzzanti. Blog, web, TV, teatro, cinema,TG Porco e tanti pensieri in libertà.

Nome: sabina guzzanti
Formato:Fichier D’archive
Sistemi operativi: Android. Windows XP/7/10. iOS. MacOS.
Licenza:Solo per uso personale (acquista più tardi!)
Dimensione del file:71.34 MB

Figlia maggiore di un autorevole commentatore politico e giornalista, il celebre Paolo Guzzanti nipote a sua volta di un potente medico che è stato ministro nel governo Dini , l'attrice si è sempre schierata proprio dalla parte avversa a quella "difesa" dal padre che, dopo un periodo di militanza nella sinistra, ora si riconosce nello schieramento di centro-destra.

Stesso percorso di Sabina, pur con le dovute differenze, ha intrapreso il fratello Corrado , divenuto celebre in tivù con le sue imitazioni e parodie in particolare, indimenticabile quella di Gianfranco Funari. Infine, la famiglia conta un'altra attrice-commediante, la più piccola Caterina. Ad ogni modo, è proprio con il fratello che la Guzzanti esordisce sul palcoscenico, formando una coppia comica di dirompente comicità.

Nella sua carriera, sviluppatasi prevalentemente in televisione il mezzo che, naturalmente, le ha regalato la popolarità , ha saputo creare personaggi memorabili attraverso l'uso sapiente e camaleontico della parodia satirica. Fra le sue riuscite più memorabili vi è l'imitazione della pornodiva Moana Pozzi , tratteggiata con esiti esilaranti. Successivamente, calibrando la sua comicità più sul versante politico, all'epoca di "La posta del cuore" nel , ad esempio , le sue imitazioni di Massimo D'Alema e di Silvio Berlusconi sono diventate dei veri e propri tormentoni.

Grazie alla notorietà arriva anche il Cinema.

Dei miei atteggiamenti e delle mie reazioni. Sono mie? Prendo dai film, dalle persone che mi piacciono, vive o morte, ma non è questo che mi rende sospettosa. È troppo banale pensare che siamo condizionati? Orwell è banale? Orwell mi viene spesso in mente, ma lo caccio perché, penso, è banale. Un modo di pensare manicheo, buoni e cattivi, il potere che ti vuole controllare.

La sceneggiatura che ho scritto è banale?

È orwelliana? E chi me l'ha messa in testa questa idea che sia banale vederla cosi? E mia o di qualcun altro? Berlusconi non è un esempio fin troppo evidente che le cose stiano proprio cosi?

O dietro Berlusconi c'è dell'altro che noi comuni elettori non riusciamo a cogliere? Non c'è questo pericolo. Provo a raccontare il film in poche righe, all'americana. Se lo puoi raccontare in quattro righe va bene, dicono loro. Pure questa regola, bah! Comunque: Bimba è una famosa diva della televisione, una Vip, particolarmente sgradevole e ignorante e di un arrivismo e una determinazione formidabili.

Scopre per caso di essere il clone di una donna che non ha fatto carriera, si dispera e cade in disgrazia.

Toccato il fondo, dopo una serie di vicissitudini, riesce a costruirsi la sua identità e diventa Verament un'Important Person. Ieri è successo di tutto. Stavo facendo i provini per Bimba sul terrazzo dell'Ambra Jovinelli, tra mille interruzioni per il casino seguito alla messa in onda del mio Berlusconi, risquilla il telefono per la centesima volta, io: - Chi è? O col tono di chi vuole farti sentire in colpa, i figli che gli danno contro Io: - Grazie, papa.

E lui, calandola parecchio dall'alto: - E vedrai che c'è una bella sorpresa Che lo chiudono a fare se si diverte tanto? Se permetti, visto che stiamo andando verso una dittatura, la cosa non basta a mettermi di buon umore. La telefonata finisce male, con uno scambio di battute che non voglio ricordare e mio padre che mi attacca il telefono in faccia.

Da un pezzo mio padre è diventato di destra. Prima era socialista, sempre stato, con una parentesi nel Psiup. Ci credeva veramente, cosi mi sembra, almeno. È entrato in un giro di privilegiati, non saprei come altro chiamarli, privilegiati e snob, narcisi e competitivi.

È anche più onesto, in un certo senso. E quelli che non cambiano bandiera, non la cambiano solo finché restare dove sono consente loro di conservare prestigio e visibilità e potere. Salvo eccezioni, certo, ma poche, mi pare.

Comunque, lui era di destra da tempo, ma berlusconiano no. Allora Berlusconi, superato il dispiacere, lo aveva invitato con una punta di stizza a guardare fuori dalla finestra. Mio padre si era affacciato, e nel viale della villa aveva visto un sacco di persone che passeggiavano avanti e indietro aspettando di proporsi a lui. Ora l'ho capito, voleva dire: lei rifiuta, ma ce ne sono centinaia che accetteranno al suo posto.

Mi si stringe il cuore, non so perché, se torno al momento in cui me lo racconta. Per tanto tempo è stato ai margini, dice che non lo facevano scrivere, che non gli facevano più fare le inchieste, che ogni tanto gli tagliavano pure gli articoli. Ecco cosa mi rimproverava nella telefonata, io dov'ero quando lui soffriva e non lo facevano lavorare? Ma se mi sentisse, non credo che condividerebbe la mia analisi, né l'idea che sia andato col Cavaliere per reazione. Direbbe che ci sta perché ci crede, e non è rispettoso forse dubitarne.

Il buddhismo, è la strada migliore. Tutte le volte torno là. E l'unica azione rivoluzionaria possibile è invitare le persone cuore a cuore a fare questo percorso.

Sarà un cambiamento lento, ma è l'unico possibile. Non ci sono cose giuste o sbagliate, non c'è nessuna teoria su cosa sia in assoluto bene e male.

Solo la ricerca costante su se stessi, sincera, rigorosa, ci permette non di trovare la verità, ma di essere veri, istante per istante. Non si tratta di trovare risposte definitive, ma di essere nella condizione vitale migliore per interagire con la realtà che cambia di momento in momento. La felicità è questo.

Ognuno ha il suo talento, la sua missione, ognuno è fondamentale per quello che è. L'unica vera lotta è quella per afferrare il senso della nostra vita, scartando tutti i condizionamenti, tutte le illusioni che ci impediscono di vedere, creando una specie di incrostazione, di avvelenamento nella nostra percezione. Si tratta solo di pulire, di lucidare la mente. E fare emergere l'enorme potere creativo della vita, che ognuno ha dentro di sé. La forte pulsione distruttiva, oscura che c'è nella vita ha la funzione di renderla dinamica.

Per questo esistono desideri e sofferenza: fare muovere, fare evolvere. La meravigliosa condizione di noi esseri umani che viviamo nel mondo della forma, è proprio potere sperimentare attivamente, consapevolmente il progetto stesso della vita. Noi siamo la personificazione della vita stessa, siamo il risultato sublime di una elaborazione che va avanti dall'infinito passato. La nostra natura è di per sé illuminata proprio per come siamo fatti.

Tutto sta a riuscire a vedere. La vita è il maestro. C'è sempre una pulsione distruttiva forte in ogni cosa. Il valore, il guadagno nasce solo dal contrastare questa pulsione. Il bene nasce solo dalla lotta contro il male che avviene innanzitutto dentro noi stessi, poi, di conseguenza, influenza anche l'ambiente esterno.

Per questo Daisaku Ikeda cita spesso e ama molto la figura di Socrate. Dice che dobbiamo diventare maestri nel dialogo. Imparare l'arte del dialogo sarebbe uno splendido modo di vivere.

Io ho parecchia strada da fare: non riesco a parlare con mio padre Cerco di allenarmi quando ho lo spazio mentale per farlo, cerco di fare spazio. Una volta avevo pensato a un film sul dialogo o anche a delle performance dal vivo. Cominciare a fare incontri socratici, riallenarsi al dialogo, fare uno spettacolo con veri dialoghi, persone che rispondono a senso e davvero pensano a quello che dicono.

Certo, ristabilendo, ricordando le regole fondamentali del dialogo: si parla per capire, non per avere ragione. Si ascolta quello che dice l'altro profondamente e ci si accerta di avere ben compreso la sua posizione. Si parla non per competere, ma per cercare insieme la verità. Si apprezza e si gioisce quando la verità viene fuori, che ci dia ragione o no, perché è una crescita, un bene acquisito ben più grande della soddisfazione idiota di avere avuto ragione.

È pure questo un grande esercizio di dominio di sé, di elaborazione continua delle pulsioni negative, per trasformarle in valore, in civiltà. Secondo me, presentare delle persone che discutono di qualsiasi cosa, rispettando queste regole, è un film. È la dimostrazione che quello che siamo abituati a chiamare parlare è tutta un'altra cosa.

Sono grugniti di rinoceronti, cornate fra alci, versi di orche in calore. Le parole sono diventate proprio solo una copertura di altri suoni. Si parla soltanto perché, ancora, se smetti di parlare e grugnisci direttamente, in televisione non sta bene, per come sono i costumi oggi. Bossi è all'avanguardia, lui già grugnisce. Lei è un'ignorante, con un'ambizione feroce. Non è sbagliato: se non ci fosse, non esisteremmo. Solo che se non si esce dall'ignoranza, le soluzioni che troviamo per stare bene ci portano invece all'infelicità.

Come si cambia? Come ci si evolve? E in quest'epoca difficile, per giunta, in cui la nostra stessa natura di esseri umani è messa in discussione.

Per questo Bimba è un clone. Bisogna averne la necessità, innanzitutto: una disgrazia, un disagio, qualsiasi cosa ci obblighi a muoverci.

Oppure una grande passione Arriva un momento in cui si è soli. L'occasione di cambiare si presenta sempre cosi: un momento in cui siamo i soli a vedere. E la sfida è sempre credere ai propri occhi o rinunciare e dare per buono quello che crediamo sia lo sguardo degli altri. Fare questo grosso sforzo è la chiave. Credere in se stessi nel senso di credere alla propria verità, ai propri sogni, quelli veri.

Ritrovarli in fondo al nostro cuore e seguirli con fiducia.

Bimba deve cambiare perché cambi la percezione che lo spettatore ha di sé. È questo il lato eversivo del film. Speriamo che a Medusa non se ne accorgano.

Dopo mio padre, alzo il telefono e Mentana con la stessa solfa: - La sai la bella notizia? A lui rispondo con più diplomazia. Sono cordiale: d'altra parte ci siamo conosciuti poco tempo fa alla presentazione del libro di dialoghi tra Gorbaciov e Ikeda.

Io dovevo fare la moderatrice, e sul palco c'erano Ferrarotti, Gorbaciov e Mentana per avere una voce critica. Lui era stato gentile ad accettare il nostro invito. Se l'era presa con Gorbaciov, ma di Ikeda aveva parlato bene. A me Gorbaciov piace molto, l'ho sempre ammirato, e quando parlava al Parlamento europeo piangevo a dirotto. Penso che sia un eroe, e non capisco quelli che si accaniscono contro di lui. È proprio ingratitudine. L'hanno fatto fuori perché Gorby avrebbe cercato di realizzarlo davvero, il socialismo.

Comunque, con Mentana si era aperta una strada di dialogo, è giusto non troncarla, almeno provare. Nel , quando Berlusconi era al governo per la prima volta e io giravo con uno spettacolo di satira su di lui, Mentana mi aveva invitato a parlarne al Tgj e io gli avevo mandato a dire che in un Tg di Berlusconi non ci andavo.

Era esagerato? Troppo rigida? Comunque ora provo a parlarci. Lui mi dice: - Certo, puoi dire quello che vuoi -. Mi ha capito?

Al cinema Roma di Barga “La trattativa” di Sabina Guzzanti e l’incontro dibattito con la regista

E d'accordo? Lui fa un servizio in cui ci saranno pareri favorevoli e contrari, io sto dalla parte di Luttazzi. Lo capisce questo? Mentana insiste a dire che il suo è un Tg indipendente e che non mi censurerà. Voglio dire che ognuno ha il diritto di parlare di quello che vuole, soprattutto sotto elezioni. Sonia e Giovanna mi guardano e ridono. Per fortuna prima che arrivi il prossimo attore per il provino c'è una pausa di mezz'ora.

Chiedo quando vuole fare quest'intervista e mi risponde: - Adesso -. Dico che sto lavorando, non sono nemmeno truccata e vestita per andare in video. Dice: - Ti mando un truccatore, facciamo un piano stretto -. I giornali parlano parecchio dei pezzi su Berlusconi.

C'era già un'attesa forte dopo il fatto di Luttazzi, e in più gli otto pezzetti del manifesto sono venuti proprio bene, forti, sono contenta. Stanno arrivando un sacco di richieste di intervista anche dall'estero. Dicono che l'unica opposizione a Berlusconi la stiamo facendo noi.

Sono lusingata, lo ammetto.

E soprattutto mi diverto. Tutti pensano, chiedono, ma non hai paura? Un po' di paura si, ma è soprattutto un gran divertimento. Un po' di paura per il mio film, ma non ci pensiamo, andrà come deve andare. Insomma, arriva la troupe di Mentana, con Cesara Buonamici ave Cesara spettatori te salutant , e l'impatto non è buono. Cesara si tende subito quando le spiego cosa voglio dire nell'intervista, dice che vuole farmi delle domande sul trucco, quanto ci metto, come preparo i personaggi.

Le dico che con Mentana abbiamo preso un altro accordo. Non mi piace la sua reazione. È come di sufficienza, come dire: ti intervista il Tgj delle otto di sera e fai pure la difficile?

Non ne traggo vantaggi di sorta. Questi degli anni Ottanta sono proprio irrecuperabili, nessuno gli leverà mai dalla testa che la visibilità e l'immagine sono valori per cui tutti sono disposti a vendere la mamma. Se gli dici io no, grazie, non ti credono. Mi urta questo atteggiamento. Le dico: - L'intervista per me non si fa, io non ci tengo affatto. Lei dice: - Chiamo il direttore. Lo chiama, si allontana, parlottano, torna e me 10 passa. Ancora rassicurazioni, e io: - Puoi tagliare quello che vuoi dell'intervista, ma non la mia dichiarazione di solidarietà e apprezzamento per 11 lavoro di Luttazzi.

Non è che Luttazzi mi faccia impazzire, mi fa abbastanza ridere, diciamo, francamente. Anche le persone con cui lavoro non l'hanno difeso perché non risulta molto simpatico. Pure i giornali hanno un atteggiamento, come dire? Tipo: Berlusconi non ha tutti i torti, Luttazzi ha esagerato. È anche comprensibile, spetterebbe ai giornali, in teoria, fare inchieste sui processi a Berlusconi, è strano che sia uscito un libro cosi ben documentato come quello di Travaglio e se ne parli solo in un programma comico.

È ovvio che non lo difendano più di tanto. E quando le devono scoprire queste cose, gli elettori? Dopo che hanno votato? Fanno tanto gli americani Giovanna gli chiede di aspettare, e lui si mette a osservare la scena seduto vicino alla ragazza che fa casting. Abbiamo anche la telecamera con cui filmiamo i provini, Sonia prova a usarla ma Cesara la guarda male: lei si intimidisce e smette. Faccio l'intervista, dico quello che penso dello strapotere mediatico di Berlusconi, della presunta prevalenza della sinistra nella Tv pubblica San- IL DIARIO DI SABNA GUZZ 23 toro una volta alla settimana e Vespa tutti i giorni , dell'assurdità di estendere la par condicio alla satira e del fatto che Luttazzi come chiunque ha il diritto di fare tutte le interviste e le domande che vuole in qualsiasi momento dell'anno.

E altro. Di Luttazzi parlo lungamente: spiego per filo e per segno perché a mio giudizio le accuse contro di lui sono assurde e lo spiego in più punti, in modo che se vogliono tagliare, almeno gli costi fatica. Cesara saluta e se ne va. Non le sono rimasta simpatica. Palestini, Giovanna e Sonia mi fanno i complimenti. I provini per oggi li abbiamo sospesi. Ripeto più o meno le stesse cose.

Rispondo provocatoriamente: - Come mai i giornalisti fanno varietà, allora? Anche a me è successo di fare un'intervista semiseria a D'Alema e avere urtato l'Ordine dei giornalisti e Vespa, che pare abbia fatto pressioni perché non andasse in onda quando doveva, sostenendo che si trattava di concorrenza interna.

Non so se è vero, ma era una bellissima intervista, con ottime recensioni, ed è andata in onda il sabato di Pasqua in tarda serata. Era del Sarebbe da rivedere adesso. A un certo punto l'avevo trascinato a giocare al daletnone, chiedendogli come avrebbe fatto a spaccare Rifondazione e a far fuori Prodi. Al di là dell'insostenibilità di queste affermazioni corporativiste, chi sta rubando il mestiere a chi?

Di queste cose conversiamo amabilmente con Palestini. Io rispondo che mi sembrano tutti matti. Ma vi rendete conto che stiamo dicendo che prima delle elezioni non siamo liberi di discutere? Qual è la ragione se non che mentre l'informazione è tutta sotto il controllo dei politici, la satira invece, le poche volte che per sbaglio te la fanno fare, sfugge al controllo?

Ma vi accorgete che questo problema della par condicio nella satira è nato con la candidatura di Berlusconi? Se n'era mai sentito parlare prima?

Che una norma nata in teoria per controllare il suo strapotere mediatico viene ritorta contro quelle quattro voci indipendenti che ci sono in circolazione? Poi un'altra assurdità.

Sabina Guzzanti: Io faccio spettacolo

Mi viene in mente in quel momento e la dico: - Perché prima delle elezioni i programmi di satira un po' alternativi, diciamo, devono chiudere, e Striscia la notizia no? È satira imparziale quella? Che s'è mai visto qualcosa di più perfettamente aderente alla cultura e alla politica berlusconiane di Striscia? Fanno paura, e infatti appena finisco di parlare ho paura. Dico al giornalista: - Vacci piano, per favore, con questa cosa che ho detto, che quelli sono cattivi.

Lui dice che lo sa, di non preoccuparmi. Gli dico: - Non ci fate il titolo, magari. Lui dice: - Non ti preoccupare. Parte il servizio, è lunghissimo. Ma non è successo altro oggi nel mondo? Finisce il servizio, io sono apparsa più volte, ma ogni apprezzamento a Luttazzi è stato eliminato. Ci guardiamo negli occhi: ha tagliato quello che aveva giurato di non tagliare. Io non so nemmeno se sono arrabbiata. Si, lo sono. Mi ha usato deliberatamente e consapevolmente contro la mia volontà per fare uno spottone a Berlusconi sotto campagna elettorale, per cercare di riparare alla brutta figura fatta col caso del libro di Travaglio e per sminuire l'effetto del mio lavoro.

Anche Palestini è esterrefatto.

Film di Sabina Guzzanti in DVD film

Meno male, non sono pazza, allora. Finisce il Tg e telefona Mentana. Mi chiede se sono contenta dell'intervista e mi fa molti complimenti perché secondo lui sono venuta molto carina. Gli dico quello che penso e lui replica che mi ha dato uno spazio di quasi tre minuti.

Insiste sul fatto che ero molto carina. Cosa devo pensare? Crede che sia stupida? O forse che siamo tutti come lui, che vogliamo esserci a tutti i costi, non importa come? Dico: - Ma se non volevi che lo dicessi perché lo hai fatto? Non mi sembra, non è possibile che tu abbia pensato che avevo una posizione accomodante. Ci siamo parlati tre volte, per tre volte hai giurato che non avresti tagliato quel concetto, cosa pensavi?

Lui dice: - Passamelo. Mi viene una risata nervosa che contagia Giovanna. Perché glielo sto passando? Perché voglio vedere la scena. Tanto lo troverebbe comunque.

Cosi noi ragazze osserviamo un giornalista degli spettacoli alle prese con un megadirettore. Il gruppo editoriale di Fan Page ha co-finanziato 6 puntate.

Le puntate sono andate in onda sui canali social di Sabina Guzzanti e sulla piattaforma Youmedia. La terza serie 13 puntate è andata in onda su La7 all'interno del programma televisivo Piazzapulita ideato e condotto da Corrado Formigli.

La quarta serie 4 puntate è stata finanziata con una nuova raccolta fondi di A ed è andata in onda sulla piattaforma televisiva web Loft fra Ottobre e Novembre L'impegno politico[ modifica modifica wikitesto ] Sabina Guzzanti nel La Guzzanti ha sostenuto con forza la raccolta di firme per la legge d'iniziativa popolare un'idea di Tana De Zulueta , Verdi sul sistema dell'informazione televisiva: Nuove norme in materia di disciplina del sistema delle comunicazioni audiovisive e sulla concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo.

Le registrazioni del programma sono continuate ma la trasmissione è stata sospesa, scaturendo molte polemiche. Nonostante questo, la prima puntata mandata in onda dalla Rai e le successive censurate, sono state comunque riprese e distribuite liberamente su Internet raccogliendo un enorme successo. La querela è poi stata archiviata dalla magistratura che ha giudicato infondate le accuse di Mediaset.

Nel Sabina Guzzanti ha presentato a Venezia, in contemporanea alla Mostra del cinema il film-documentario "Viva Zapatero!

Draquila - Sentieri Del Cinema

Dirige poi i film per il cinema "Le ragioni dell'aragosta" e "Draquila - L'Italia che trema" Nel presenta a Venezia il suo nuovo film-documentario "La trattativa", il cui tema centrale è quello della cosiddetta trattativa Stato-mafia.

Her first attempt at directing is the short Donna selvaggia. In November Sabina Guzzanti wrote, directed and was featured in the first and only installment of Raiot, a late-night TV political satire show broadcast on Rai Tre. After lampooning Italian Prime Minister Silvio Berlusconi , she was sued by Berlusconi's Mediaset lawyers notably Cesare Previti 's law firm for "lies and insinuation" and the show was pulled amid controversy; in the suing document Previti defined satire as "that thing which tends to minimize and to make a politician likeable, to diminish the social tensions" "quella cosa che tende a sdrammatizzare e a rendere simpatico un politico, a diminuire le tensioni sociali" [3] as the basis to accuse the show of not being satirical but a direct political attack.